Il Tarassaco (parte 2)
Il Tarassaco (parte 2)
Conoscete la leggenda sul Tarassaco?
Dato che i suoi luminosi fiori gialli si aprono al mattino prestissimo, al levare del sole e si chiudono al tramonto, il tarassaco nascerebbe per opera di Elios, il dio del sole greco.
Infatti, quando la mattina comincia a percorrere il cielo sul suo carro solare, ogni raggio che viene sulla terra si tramuta in un fiore: giallo, vivo, solare.
Chiamato anche "soffione" per i tipici palloncini piumosi in cui si trasformano i suoi fiori dopo la maturazione. E a questi leggerissimi "piumini" è legata a una vecchia credenza popolare: si dice infatti che facciano da oroscopo alle ragazze in età da marito. Se una fanciulla desidera sapere quanti anni ancora la separano dalle nozze, dovrà soffiare sul palloncino del tarassaco e quanti saranno i soffi necessari a staccarlo dalla pianta, così altrettanti saranno gli anni che ella dovrà aspettare prima di trovare marito. Anche se dando credito a questo "oroscopo" non dovrebbero esistere ragazze nubili, visto che è impossibile non riuscire a staccare il "piumino" del tarassaco con pochissimi soffi!
E pensare che gli antichi non lo conoscevano!
Nonostante sia comunissimo e diffuso in tutto il mondo, aprezzata come verdura selvatica da mangiare cruda o cotta, in insalata, non risulta conosciuto dagli antichi. Non si trova menzione nei testi dei più celebri medici e botanici dell'antichità, che pure erano tanto attenti nello studio della Natura e delle piante benefiche per l'uomo. I primi testi che ne parlano risalgono al 1400: pochi riferimenti essenziali e nulla più. Bisognerà arrivare al '500 per trovare precise indicazioni terapeutiche. La prima citazione importante è infatti del Bock che nel 1546 descrive il tarassaco magnificandone le proprietà diuretiche e depurative; sempre in questo secolo, un farmacista tedesco, Tabernaemontanus, gli attribuisce anche eccezzionali virtù cicatrizzanti.
Da allora il buon tarassaco entra da signore nella farmacopea popolare scoprendo a poco a poco le atre virtù: fa bene a chi ha problemi di fegato, cura l'itterizia, aumenta la secrezione biliare, facilita la digestione, aiuta in caso di stitichezza e di distrurbi renali, combatte lo scorbuto e via dicendo.
Poteri magici e gastronomici
Tanto importante divenne il tarassaco nella farmacopea popolare da essere persino ritenuto dotato di misteriosi poteri magici: pensate che nel '500 era diffusa una credenza popolare secondo cui chiunque si fosse strofinato il corpo con i suoi fiori sarebbe stato ben accetto e riverito in ogni luogo.
Infatti nel '600 non era raro vedere le sue radici portate al collo come amuleto, perché si pensava che avessero il potere di "cancellare le macchie, le nubi e gli altri vizi degli occhi".
Noi oggi sappiamo "perché" questa pianta è curativa, sappiamo cioè che è ricca di vitamina C e che contiene A e B, glucidi, sali minerali, tannino, olio essenziale, uno speciale alcaloide e via dicendo. Ma la saggezza popolare ci era arrivata già da tempo a capire che il tarassaco fa bene e mantiene in buona salute.
Seguiamo il loro esempio ed impariamo a trattare questa preziosa erba selvatica con tutto il rispetto che si merita!
Non fa solo bene alla salute, ma è anche buona e in cucina può essere utilizzata in tante diverse maniere, anche in piatti " sofisticati" come l'insalata di mandorle e noci. Ma anche in purè, mischiando le sue foglie ben cotte con il purè di patate, il burro e il parmigiano, oppure preparare uno sfornato.
Non ha nulla da invidiare ad altre verdure!
Informazioni prese dal libro " meravigliose erbe" di Aldo Decò e Carla Volontè. Editoriale del drago. 1981.
.png)

Commenti
Posta un commento