Il Tarassaco (parte 1)
Tarassaco parte 1
Il Tarassaco (Taraxacum officinale Weber) fa parte della famiglia delle Composite ed è una pianta erbacea perenne.
Perchè si chiama cosi: Taraxacum dal greco Tàraxis, turbamento, e àxos, per le proprietà rilassanti della pianta, oppure dall'arabo tarakhcha-gon, nome della pianta. Officinale, delle farmacie.
Nomi popolari: aciciola, barba du signu, bofarelle, cicoria asinina, dent d'can, dente di leone, ingrassaporci, landar domestic, radicchio de can, soffione, stella gialla, zicoria burda.
Dove cresce: molto comune negli incolti, ai bordi delle strade, sulle rive dei fossi, fino a 2000 metri di altezza.
Parti usate: il rizoma, le foglie e i fiori.
Come si conserva: il rizoma viene dissotterrato, ripulito dalle impurità e dalle radichette, si essicca in strati sottili al sole o in forno e si conserva in sacchi; le foglie vengono usate fresche o vengono essiccate in sottili strati all'ombra in luogo ventilato e conservate in sacchetti; i fiori vengono usati secchi .
Proprietà: i rizomi e le foglie sono amaro-stomachici, colagoghi, coleretici, diuretici, leggermente lassativi, tonici.
Per la salute: Uso interno: succo, decotto e tintura alcoolica del rizoma; succo e decotto delle foglie. Uso esterno: decotto dell'intera pianta per bagni locali contro emorroidi e varici; applicazione del succo fresco sulle verruche.
Per bellezza: usato esternamente il tarassaco ha proprietà schiarenti. Per attenuare le efelidi e le macchie cutanee danno buon risultato frequenti applicazioni locali del succo fresco oppure lavaggi quotidiani fatti col decotto preparato lasciando bollire in un litro d'acqua cinquanta grammi di fiori e foglie. Il decotto di radici è utile come lozione tonificante e lenitiva, da applicare sulla pelle sotto forma di impacchi. Lo si prepara facendo bollire in un litro d'acqua per dieci minuti quaranta grammi di radici fresche e filtrando quindi il ricavato.
Per la cucina: Il tarassaco è una delle più popolari e benefiche insalate selvatiche. Ricco vitamine e di sali minerali costitutisce infatti una verdura depurativa, diuretica e dintossicante. Per sfruttarne al meglio le buone proprietà è consigliabile consumarlo crudo in insalata da solo o in abbinamento ad altre verdure selvatiche come il crescione e il cerfoglio. Lo si può anche mangiare lessato oppure unito alle minestre e alle zuppe di verdura. Anche i fiori del tarassaco possono essere usati in cucina: colti quando sono ancora in boccio e messi sotto aceto costituiscono infatti un ottimo sostitutivo dei capperi. Un tempo veniva usata anche la radice che, opportunamente torrefatta e macinata, serve a preparare una bevanda simile al caffè.
Ricetta:
Zuppa frantoiana
- 800 gr di erbette di campo (tarassaco, cicoria selvatica, crescione, bardana);
- 1 mazzetto di odori;
- 1 bicchiere di ottimo olio d'oliva extra vergine;
- 400 gr di zucca gialla;
- 1 cipolla;
- 1 carota;
- 1 gambo di sedano;
- 2 litri di brodo;
- 2 spicchi d'aglio;
- fette di pane casereccio;
- sale;
- pepe.
Mondate e lavate tutte le verdure selvatiche;
Scottatele per pochi minuti in acqua bollente, poi scolatele, strizzatele e tritatele grossolanamente.
Private la zucca della buccia e dei semi e tagliatela a pezzetti (in mancanza della zucca, potrete usare delle patate).
Preparate un battuto con la cipolla, la corota, il sedano e gli aromi (timo, nepitella, maggiorana, basilico) e ponetelo in un capace tegame insieme all'olio d'oliva.
Quando il tutto sarà ben imbiondito, unite le verdure tritate e la zucca a pezzetti.
Bagnate col brodo bollente, regolate di sale e pepe e continuate la cottura a fiamma bassa.
Al momento di servire, strofinate le fette di pane casareccio con l'aglio e mettetele ad abbrustolire, quindi disponetele nel piatto di ciascun commensale.
Servite la zuppa caldissima, mettendo in tavola il macinino del pepe e la bottiglia dell'olio.
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